Ma non dovevamo vederci più?

Prendo la borsa di pelle viola ed esco di casa. Fuori la strada è affollata, la serata è fresca ma la primavera già si sente nell’aria. L’abito di seta accompagna il mio corpo florido e sinuoso, i sandali dai tacchi vertiginosi donano alla mia andatura un delizioso movimento di anche. 

Non ho fretta, quindi pregusto l’aria della sera indovinando gli odori che si spargono nella strada dalle finestre socchiuse. C’è anche una gradevole fragranza di fiori e quel piacevole profumo che accompagna le nostre passeggiate dopo le piogge. 

Arrivo in orario davanti al cinema ed entro osservando il movimento dello spettacolo serale.

Non ho fretta, quindi guardo chi c’è intorno a me. 

Lo vedo lì, in piedi, con gli occhi scuri e pungenti. Mi sta guardando, o forse sta immaginando qualcosa che non posso supporre. Mi allontano con discrezione, spostandomi verso l’alcova che occupa la parte inferiore della scala. Non mi giro mai a guardare dietro ma so che lui è lì. 

Il mio respiro si fa affannoso e la mia pelle inizia a riempirsi di piccoli e piacevoli brividi. Sento un alito leggero dietro di me, che si fa sempre più caldo. I capelli che si spostano, una mano che mi cinge la vita da dietro. La bocca si fa più vicina e accarezza con le labbra il collo scoperto. Non mi giro, non lo faccio. E’ questo il nostro gioco. Lentamente le sue mani toccano il seno, libero, senza nulla che faccia da filtro tra me e lui. Tocca i capezzoli e quasi mi sento svenire. Sento salire l’eccitazione e sento pulsare la sua sulla mia schiena. 

Attorno a noi si sentono voci, risate e musica, ma sembriamo essere soli, senza nessuno nelle vicinanze. Anche se il pericolo rende tutto più eccitante. 

Con la faccia ancora che guarda il muro, inizia ad alzarmi l’abito: e sento quasi un sorriso quando scopre le autoreggenti velate che accolgono le mie gambe. Un piccolo lembo di stoffa mi copre, ma non è nulla di difficile da spostare.

Con la sua mano, allontana il tanga e con vigore mi penetra con un dito. Lo allontana e me lo fa succhiare. Più e più volte. Poi ritorna di nuovo dentro me e continua a riempirmi con un movimento seducente. Sento il suo piacere che pulsa sempre di più. Sento che è pronto.

Con qualche movimento esperto si apre i pantaloni. Si muove piano, posso sentirlo ansimare con passione. Vuole possedermi. Con un gesto sicuro avvicina il pene grosso e dritto a me e con vigore mi penetra. Ma lo fa piano, prima la punta, entra ed esce poi entra sempre di più fino a farmi adattare a lui. Le sue anche mi accolgono in un ballo incessante.

Sussurra poche parole al mio orecchio che mi fanno eccitare ancora di più. Mi fa chinare sempre di più per permettere a entrambi una penetrazione selvaggia e piena di eccitazione. 

Sento la testa che vola e le sue mani avide su di me. 

Sempre più forte, sempre più in fondo.

Il respiro si fa sempre più caldo. Le voci sempre più vicine. 

E godiamo, di un piacere che supera l’ordinario. Esce piano, lo sento. E vorrei sentirlo ancora. Le mie labbra sono secche e il respiro affannato. 

Mi giro

“Ma non dovevamo vederci più?”

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